
Dal sito di un collega genovese, il dottor Giorgio Conforti, riporto un testo che può esservi d'aiuto in caso nei primi mesi successivi al parto vi sentiate “più stanche di quello che vi aspettereste” o “diverse dal solito”.
Leggetelo e non esitate a contattarmi se vi riconoscete, anche solo un pochino, nel Baby blues.
Prima la gravidanza, poi il parto: si accumulano le fatiche e le preoccupazioni ovviamente mitigate dalla gioia di vostro figlio e dall'aiuto dei famigliari. Ma se la stanchezza vi sembra eccessiva e sopratutto se siete preoccupate di "non essere più quelle di prima" o inadeguate al vostro nuovo ruolo di mamma, potete parlarne con il vostro Pediatra.
La stanchezza non è depressione
Il parto è una esperienza straordinaria quanto faticosa. La realizzazione di un’attesa durata nove mesi è certamente fonte di gioia, ma anche di comprensibili timori.Stanchezza, dubbi, insicurezze accompagnano spesso i primi giorni di una mamma.
Con questo termine i medici indicano una condizione di estrema stanchezza fisica della neo-mamma, dovuta sia alle fatiche del parto sia al repentino cambiamento ormonale, anche se non ci sono studi che confermano l’associazione fra alterazione ormonale e baby-blues. Lo stress vissuto nel travaglio e nel momento proprio del parto, predispone ad uno stato di tristezza e di difficoltà nel relazionarsi con il partner e con i propri familiari.
Nel Baby blues il tono dell’umore è altalenante, con crisi di pianto senza motivo. Può essere presente una difficoltà nella concentrazione e nel ritmo sonno-veglia, con frequentissimi risvegli. Il disturbo di tipo alimentare può accompagnare gli altri sintomi: in questo contesto trovano spazio sia l’inappetenza che il desiderio di mangiare molto e di tutto.
È stato stimato che una percentuale variabile tra il 30 e l’80% di neomamme attraversa l’esperienza del Baby Blues. Fortunatamente questa difficoltà è temporanea e si risolve spontaneamente nell’arco di 7/10 giorni senza lasciare nessuna conseguenza né alla mamma né al bambino.
Quali sintomi tenere d’occhio
Irritabilità – È una delle prime manifestazioni e può presentarsi con una aggressività espressa sia con le parole che con i comportamenti. In rare occasioni può rasentare la violenza.
Disturbi del sonno – Può esserci una difficoltà nell’addormentamento o un risveglio precoce il mattino. Possono essere presenti sogni angosciosi che provocano bruschi risvegli.
Stanchezza – Difficoltà di concentrazione derivante dall’eccessivo stress associato a stanchezza fisica dovuta all’insufficiente recupero che inevitabilmente l’accudire un bambino provoca tra poppate, cambi di pannolino e sonni interrotti.
Psicosomatizzazioni – Nella maggior parte dei casi si tratta di disturbi di tipo alimentare: perdita di appetito e conseguente perdita di peso o al contrario un bisogno esagerato di cibo. Ma spesso si registra anche la presenza di palpitazioni e vertigini.
Sentimenti di inadeguatezza – Il segno caratteristico dell’inizio di una depressione è proprio il sentimento di incapacità ad alimentare, a cambiare e a prendersi cura del proprio bambino.
Senso di colpa – Il sentimento di inadeguatezza si alterna con il senso di colpa per non essere la “mamma modello” che ci si era prefisse in gravidanza. Davanti agli imprevisti che, con un neonato, sono all’ordine del giorno, risulta così difficile mantenere fede ai buoni propositi.
Quando parlarne al Pediatra
Ovviamente quando volete ma sappiate che c’è uno “strumento” per misurare il vostro stato d’umore nel dopo parto e il Vostro Pediatra può indicarvi le modalità e i tempi più opportuni per “testarvi”. Basta chiamarlo…… (cell. 3388613229) o contattarlo via e-mail (roberto@cambiasopediatra.it)
Data ultima modifica: 12/05/2011